PAROLE VIRALI

Ormai, ai tempi della pandemia, le nostre vite sono cambiate, spesso non ce ne accorgiamo, altre volte invece siamo consci del cambiamento perché ci risulta pesante da affrontare visto che è ancora difficile perdere abitudini consolidate. I mutamenti sono molteplici, ad esempio: il rapporto con il prossimo si è fatto quasi occasionale e il distanziamento tra persone non significa più tenersi alla larga da chi non sopportiamo, e l’approccio con chi non si conosce è più cauto; è cambiata l’istruzione e l’informazione, ormai ci siamo abituati a parlare di percentuali e indici e a imparare su lavagne elettroniche senza nemmeno alzarci dal letto o preparare la cartella; ci sono usi e costumi che scompaiono per lasciar posto ad altri, persino i programmi televisivi sono cambiati, per esempio, nei talkshow si assisteva a dibattiti che trattavano principi politici di vita politica, ora i politici si occupano della salute del loro elettorato e parlano come medici mentre i medici sono finiti in tv a parlare come politici, persino guardando i programmi più ameni e poco impegnativi ci troviamo a stupirci se vediamo del pubblico presente e, con un pò di invidia, ci chiediamo se siano stati vaccinati, tamponati o scannerizzato prima e, soprattutto, dove sono finiti quei programmi da vecchietti in cui si parlava di salute spaziando tra sciatica, cataratta e botta di gotta? Ora sono diventati monotematici e molto poco asintomatici. E’ vero, tutto cambia a prescindere da virus o elementi esterni alla nostra vita, la vita è movimento di per sé e andando avanti non ci rendiamo conto che siamo già cambiati, ma questa volta è un cambiamento epocale e globale che, quasi universalmente, sta modificando persino il modo di parlare e di comunicare con il prossimo, non che si sia ampliato il vocabolario con nuovi termini, sono le parole che assumono significati differenti, quindi, per esempio, se due anni fa una madre chiedeva alla figlia che stava per uscire di casa “Hai preso la mascherina?” si dava per scontato che la figlia stesse andando a una festa di carnevale, ora la stessa frase non ha lo stesso riferimento perché la domanda può essere posta solo per il fatto che la figlia stia uscendo, a prescindere dalla motivazione della sortita. Un ipotetico dialogo fra due persone fatto oggi non sarebbe stato compreso solo pochi anni fa:

“Ciao, come stai? Sei riuscita a fare il tampone?”

“Ciao, no, non ancora, visto che siamo rossi le prenotazioni erano piene quindi dovrò aspettare o, meglio, optare per un sierologico in farmacia, nel frattempo rimango a casa tanto siamo in lockdown e posso lavorare in smartworking. Ormai faccio tutto da casa, anche la spesa, pensa che ho trovato delle mascherine carinissime per i bambini che costano molto meno di quelle che trovi nei negozi! Tu? Come procede?”

“Bene, dai, siamo arancioni quindi ancora un pò limitati ma prossimamente passeremo al giallo così i ragazzi potranno abbandonare la dad e andare a scuola, anche se mi fa paura l’idea che si possano toccare o assembrare, te lo immagini cosa succederebbe se portassero a casa il corona? Mio suocero è un under 70 quindi non ancora coperto ma a rischio, mia nonna è in RSA chiusa da mesi e non può essere toccata, io sono a elevata fragilità quindi sarei fregata da subito. Tuo marito? Come fa con il lavoro?”

“E’ un disastro, apri chiudi, chiudi e apri, comincia a essere sempre più nervoso, poi il coprifuoco gli sta stretto, prima o poi farà la pazzia di rimanere aperto tutta la notte, il tuo? Si sente più tranquillo ora che è vaccinato?”

“Si, decisamente si, continua a lavorare con le solite protezioni di tuta, occhialoni, schermo protettivo, guanti, lui dice che è ancora un inferno là dentro e da fuori non si rendono conto della pericolosità e pesantezza del suo lavoro. E tuo marito ha fatto la prenotazione o non l’hanno ancora aperta? “

“Guarda, è riuscito a prenotarsi giusto in tempo per trovare un centro vaccinale non troppo lontano da noi, se continuano con questo ritmo presto toccherà anche a me!”

“Scusa ora ti devo lasciare che mi è suonato il pulsossimetro e devo fare l’ossigeno, comunque ci sentiamo presto, perché ti devo dare una ricetta fantastica per fare il gel a casa!”

“Brava, ricordatelo che a scuola vogliono che ogni bambino abbia il suo e mio figlio ne usa tantissimo! Ciao cara, buona giornata.”

Sembra tutto normale, no? Nel leggere tale conversazione capiamo che sono due amiche o parenti, che vivono in regioni diverse, che una deve fare l’esame per verificare la positività o meno al virus, il marito di una di loro lavora in ospedale mentre il marito dell’altra ha un’attività commerciale, banalità comprensibili a tutti…oggi.

Cosa avrebbe capito una persona due anni fa leggendo questa sorta di dialogo dal futuro?

Due amiche parlano al telefono e una chiede all’altra se ha fatto il tampone, probabilmente ha mal di gola e vuol sapere se batterico (un tempo c’era l’ansia da streptococco, ora nessuno se lo ricorda nemmeno più), però se può ottenere lo stesso risultato anche con test di farmacia potrebbe essere incinta o sospetta che il figlio si faccia le canne e vuole fargli un test anti droga mentre dorme? Purtroppo vive in un paese dove sono tutti rossi, quindi di comunisti, e i posti per effettuare tali tamponi sono pieni, ergo: i comunisti hanno tutti mal di gola, oppure, copulano come ricci e i test di gravidanza vanno a ruba, o, infine, hanno tutti figli cannabis dipendenti. Inoltre deve aver avuto problemi con la serratura di casa perché è rimasta chiusa dentro però, a quanto pare, può accedere al garage così lavora nella sua smart ( chissà che lavoro si può fare in macchina…uhm…); sicuramente ha figli piccoli, quindi niente cannabis dipendenza, per i quali ha comprato on line l’occorrente per una festa in maschera. Continuando l’analisi della conversazione con gli occhi di due anni fa si può pensare che l’amica, e forse tutta la sua famiglia, sia diventata buddista da poco perché ancora non si è abituata a un regime alimentare più restrittivo quindi sa già che tra poco saranno tutti itterici, ma ne sembra felice perché i figli potranno tornare a scuola abbandonando una certa Dad ( che sia dada, da tata detta con raffreddore?) anche se teme che a scuola compiano atti osceni toccandosi a vicenda con i compagni in una sorta di orgia di gruppo, in tale marasma la madre spera che non portino a casa un amico che di cognome fa Corona, forse teme la parentela con un noto personaggio e l’eventuale influenza negativa? Suo suocero è un grande sportivo perché sicuramente gioca ( a tennis, calcio, pallavolo o che ne so) nella categoria under 70 ma non si capisce se sia preoccupata perché va sempre in giro mezzo nudo o perché, nel gioco di squadra, non viene coperto dai compagni e rischia di prendere colpi; intanto sua nonna è in casa di riposo e, a quanto pare, lì nessuno la può toccare ma non si capisce se sia nel senso che finalmente ha ottenuto il posto letto e nessuno la può più rimandare a casa o che ha solo ottenuto il posto letto ma non l’assistenza infermieristica, quindi sta marcendo nel pannolone, fortunatamente lei stessa ammette di essere un soggetto molto fragile ( ne dava sentori dai racconti un pò sconclusionati e dalle paure assurde), forse i nervi stanno cedendo? Quando chiede alla sua interlocutrice notizie del marito si evince che, quest’ultimo, deve essere un portinaio, forse di un palazzo abitato da scansafatiche o da monchi visto che solo lui apre e chiude la porta, oppure potrebbe lavorare come agente carcerario, vista l’esistenza di un coprifuoco, ed è stufo di passare le giornate ad aprire celle, chiudere celle, tanto che la moglie teme che prima o poi lascerà tutto aperto. Il marito della buddista con l’ittero si è vaccinato, forse un antinfluenzale, forse un antitetanica o anche un antirabbica e da questo è possibile che lavori come addetto alla cura di animali di uno zoo, oppure potrebbe fare il palombaro, ma no, l’opzione zoo calza a pennello con la definizione di lavoro pericoloso: pulire una gabbia dove ci sono dei leoni che non mangiano abbastanza è pericoloso e lui, appena diventato arancione come la moglie, forse si rifiuta di cibarli con carne di animali morti e gli lancia le banane che sottrae alle scimmie che, a loro volta, sottraggono il cibo ai visitatori e sono diventate tutte a rischio infarto per eccesso di trigliceridi e colesterolo. La buddista chiede all’amica quanti anni abbia suo marito e, dalla risposta, possiamo capire che dovrebbe avere un’età compresa tra i 55 e i 60 anni e che lei è molto più giovane del marito. La conversazione finisce perché la buddista ha un aggeggio che l’avvisa quando è il momento giusto per ossigenarsi i capelli, deve essere una fanatica dei capelli visto che prepara lei il gel a casa, sicuramente sarà un gel biologico che non li danneggia perché l’amica vuole assolutamente la ricetta per poterlo fare per il figlio che, quotidianamente, va a scuola con una sorta di leccata di mucca in testa e si porta la confezione in cartella per mantenere tale lucidatura appena sente che i capelli si muovono.

Assurdo? No, affatto. Siamo i protagonisti di una storia che passerà alla storia, i nostri attuali comportamenti modificheranno il nostro futuro e verranno studiati, analizzati, criticati, elogiati, massacrati e confrontati da chi si occuperà di storia, di sociologia, economia e psicologia e, come dopo una grande guerra, ci saranno stati che ne usciranno bene, altri un pò ammaccati e altri si troveranno a dover fare i conti con la devastazione, quindi siamo in guerra e, come in tutte le guerre che si rispettino, dobbiamo armarci, ma di buon senso, dobbiamo avere buoni alleati, chiamati vaccini, dobbiamo avere una strategia efficace e non accomodante visto che oggi, per strategia, si intende quell’insieme di regole e restrizioni che tanto mal sopportiamo. Sicuramente non ne usciremo migliori come ipotizzavamo l’anno scorso, anche perché lo dicevamo con la convinzione che la fine dell’incubo fosse quasi arrivata, ma ne usciremo e visto che dobbiamo fare la storia, almeno facciamola bene!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: