NON CI RESTA CHE RIDERE?

Forse l’età che avanza porta cambiamenti radicali, forse sto assumendo troppi farmaci o forse non lo so, ma sta di fatto che, nell’ultimo anno, sto guardando con piacere dei programmi televisivi che prima escludevo per totale mancanza di interesse e per la certezza di noia. Si tratta di programmi a tema politico in cui il talk show è incentrato su problemi nazionali ormai cronicizzati e su accadimenti politici settimanali, nazionali e non; non ho preferenze particolari per l’uno o l’altro giornalista che assume il ruolo di presentatore/moderatore in quanto il mio interesse è rivolto soprattutto agli ospiti della serata, chiamati a dare una propria opinione o a spiegare delle loro ferme convinzioni e scelte.

Ammetto che tale sindrome non è arrivata ancora al punto di non ritorno: non riesco ancora a digerire la mattonata di Porta a Porta ( mi sembra tutto così falso e il mellifluo Vespa mi crea intolleranza, come un latticino). Così spesso mi ritrovo con le figlie che sbuffano per le mie scelte televisive ma pronta a difenderle cercando di convincerle che, alla loro età, sapere cosa accade intorno a noi è un dovere e conoscere pure un po’ di attualità al di fuori di Instagram non farebbe male…così la sedicenne ha ceduto, ha seguito con me qualche programma, anche se il suo sguardo era rivolto sullo schermo del telefono e non su quello del televisore, mentre la reazione della quindicenne è stata chiudersi in camera chiedendomi di trovare un’altra punizione alle sue malefatte, scolastiche e non, quotidiane. Grazie alla minima partecipazione della sedicenne ho capito, mi sono resa conto che, si, starò pure invecchiando, prendendo troppi farmaci e passando troppo tempo chiusa in casa, ma ho ancora intatto il senso dell’umorismo e, quando a certe affermazioni, notizie o discussioni, io e lei ci siamo ritrovate a ridere, l’arcano che mi preoccupava è stato svelato: ormai la politica, in televisione,e non solo, è più comica di un programma nato per far ridere!

Rido ma, a pensarci bene, ci sarebbe da piangere per l’ignoranza che regna nel mondo politico istituzionale e non parlo solo di casa nostra, non siamo soli in questa involuzione, è un virus di demenza che sta colpendo ogni stato e continente, quindi colpisce solo chi sta ai piani alti, chi ha dei poteri decisionali e oneri etici di governo? Ormai è diventata virale l’espressione della traduttrice dell’incontro tra Trump e Mattarella nel momento in cui il rubizzo presidente americano ha sviolinato la lista delle eccellenze italiane finendo col dire che il legame di alleanza e amicizia tra noi e loro risale ai tempi degli antichi romani…beh, non è che forse il simpatico biondone conosce la storia solo tramite la visione di films? Secondo me ha confuso qualcosa, avrà mica pensato che gli attori americani usati in tali films non fossero solo mere scelte artistiche ma volontà di rendere il tutto più legato alla vera realtà dei tempi che furono? Chi glielo dice che se un attore americano recita in un film che parla dell’antica Roma (magari anche solo come comparsa) non vuol dire che veramente esistevano già gli statunitensi ai tempi in cui Cesare e Antonio strizzavano l’occhio a Cleopatra? Mah…e non è una gaffe figlia unica, di roba che fa al tempo stesso ridere e accapponare la pelle ne dice tanta, fin troppa! Anche in Europa non c’è tanto da star sereni, anche qui abbiamo le nostre barzellette umane, certo, gli umoristi sembrano concentrati maggiormente nel nostro paese, ma qualcosina si intravede anche oltralpe, oltre la Manica ( la Brexit sta assumendo sembianze e risvolti shakespeariani ) e qualche piccola apparizione, con ruolo di spalla, la fanno anche gli amici tedeschi, quindi mal comune mezzo gaudio o sommo gaudio? Effettivamente noi abbiamo gli umoristi migliori, una scelta tale da accontentare anche quelli dai gusti difficili: abbiamo il re della “supercazzola” che a ogni domanda risponde con un insieme di frasi e aggettivi sconnessi fra loro, un vero artista completo, talmente concentrato nel suo ruolo di comico da rinunciare al ruolo di ministro per farci fare quattro risate in piena estate; abbiamo il finto leader di partito che ha sempre uno sguardo impaurito e stupito, come se si chiedesse costantemente cosa ci faccia li, tanto che, a guardale le sue espressioni, vien voglia di abbracciarlo, come un bambino, per consolarlo e dirgli che va tutto bene, che presto il suo incubo finirà; abbiamo anche l’anziano consumatore di Viagra, ma non è leader di un partito di pensionati, lui si sente sempre presidente di qualcosa, la parola presidente lo fa gongolare e sbavare di libido, a ogni domanda risponde con una barzelletta sconcia e, avendo negli anni collezionato una infinità di gaffe inverosimili, nessuno si aspetta qualcosa di diverso, tanto che provoca più ilarità quando risponde seriamente che quando tira fuori aneddoti senza senso; abbiamo anche quello che, assetato di applausi, cerca la gloria a ogni costo e, se i suoi amici non gli danno il giusto spazio e il monopolio di inquadrature, mette il muso e fa loro lo sgambetto così, solo per il gusto di vederli cadere e non importa se poi fanno parte di una stessa squadra che sta correndo una staffetta, il testimone ce l’aveva in mano lui e lui lo rivuole, come i bambini che rivogliono la palla con cui stanno giocando tutti e fanno linguacce e versi a chi non li accontenta.

Potrei andare avanti a elencare casi umani esilaranti per ore, ma sarei meno divertente di loro, quindi consiglio a chi ha voglia di farsi quattro sane risate, oltre che assistere a teatrini televisivi dove l’uno insulta l’altro con mezzucci che nemmeno i bambini usano più, oltre che gustare gli infiniti meme che circolano in rete, di andare a seguire sui social i nostri politici perché è li che danno il meglio di loro! Postano video, sentenziano, litigano, controbattono, gareggiano sul numero di condivisioni e like, non si fanno mai trovare impreparati alla cazzata, dei veri professionisti e stacanovisti dei social, tanto che ormai i ragazzini non sognano più di diventare uno youtuber o una influencer ( ed era già drammatico così), ma un politico! Twitter docet?

L’altra sera guardavo il programma di Crozza e giuro che le imitazioni erano perfette, non erano parodie come solitamente fa, non credo che abbiano faticato per tirar giù testi e dialoghi visto che la realtà è ancor più esilarante dell’imitatore…Si. è così che ho capito che la mia è passione per la satira, non attenzione alla politica, rido di gusto al momento ma poi mi preoccupo e mi incupisco perché è triste vedere uno stato trasformato in “circo delle pantegane” e noi, spettatori, paghiamo un biglietto troppo salato ( e nemmeno ci fanno la ricevuta!) per quello che offre un tale spettacolo!

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